I RACCONTI DEL GIARDINO INCANTATO

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(Pohàdky po babicce - 2025)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Patrik Pass Jr., Jean-Claude Rozec, David Súkup, Leon Vidmar
Tratto dal libro di: Arnost Goldflam
Sceneggiatura di: Kaja Balog, Blandine Jet, Petr Krajicek, Marek Kràl, Maja Kriznik, Patrik Pass Jr.

Produttori: Mathieu Courtois, Henrieta Cvangova, Juraj Krasnohorsky, Jean-François Le Corre, Kolja Saksida, Martin Vandas, Alena Vandasovà
Produzione: Artichoke Film Production, MAUR Film, Vivement Lundi, Zvviks
Animazioni: Artichoke Film Production, MAUR Film, Vivement Lundi, Zvviks
Edizione Italiana: Trent Film

USCITA ITALIANA: 8 OTTOBRE 2026

Il libro dell'autore, regista e attore della Repubblica Ceca Arnost Goldflam diventa un lungometraggio diretto a tutta la famiglia. Una co-produzione internazionale che porta in animazioni una storia intrisa di fantasia e buoni sentimenti.

Protagonisti della storia sono tre fratelli, Tom, Susan e Derek che vanno a trovare il nonno per la prima volta dopo la scomparsa dell'amata nonna, colei che riscaldava l'ambiente familiare con le sue storie fantastiche che creava partendo da tre elementi, persone, oggetti o animali, forniti sul momento dai nipoti. Il giardino, luogo in cui la magia prendeva vita, adesso non è più colorato e si presenta grigio e spento. Sarà la sorella Susan a ritrovare il cappello della nonna e riprendere la tradizione da racconta storie ripercorrendo proprio le sue orme. Insieme esploreranno mondi fantastici e incontreranno personaggi e animali fuori dal comune tra cui un gatto pronto a prendersi cura di due ragazzini, un mostro non spaventoso come la sua immagine potrebbe far pensare e un uomo capace di volare.

La storia, relativamente lineare, è un mix di storie brevi ognuna con la propria ambientazione e personaggi, di solito in numero molto esiguo. Quella principale, ambientata nel giardino dei nonni, vuole rappresentare il luogo sicuro della propria casa dove i bambini possono dare sfogo alla loro fantasia, circondati dagli affetti più cari. Il film presenta uno svolgimento altalenante e senza picchi di intensità, legato principalmente alle singole storie, tutte diverse tra loro, con l'unica eccezione della presenza di personaggi vicini all'età dei tre giovani protagonisti. Lungo il racconto ad evolvere è solo la consapevolezza dei tre fratelli e del nonno della loro recente perdita e dell'eredità lasciata dalla figura venuta a mancare. Unione, coraggio, gentilezza e buoni sentimenti rafforzeranno i legami tra i protagonisti.

L'immaginazione e il suo potere guaritore è al centro di questo progetto. Una medicina universale qui rappresentata con buone animazioni in stop-motion, frutto della collaborazione tra studios della Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e i francesi di Vivement Lundi, che hanno seguito la tradizione richiesta da questa tecnica d'animazione che punta tutta sulla bravura degli artisti e sull'artigianalità, ricreando enormi scenografie dove far muovere i personaggi quasi senza l'uso di effetti speciali se non per piccolissimi complementi. Un lavoro impegnativo che non arriverà ai livelli dei più grandi studios esperti del settore, soprattutto nel labiale e in alcune movenze poco naturali, ma che porta degnamente a termine il compito.

Il film, della durata molto esigua, è una di quelle opere leggere ma profonde che hanno il compito di intrattenere un largo pubblico, dai più giovani agli adulti, con una storia capace di stupire, lenire, quasi una terapia di bontà che nutre l'anima di chi la riceve, con una sapiente alternanza di colori, da più spenti ai più colorati, fornendo sempre un immagine mai artefatta ma che trabocca di artigianalità, di materiali semplici. Una sorta di favola della buonanotte in cui tutti possono ritrovarsi, indipendentemente dall'età, che gestisce con molto tatto un argomento non semplice come il modo di affrontare un lutto con i propri cari.

Degno di nota l'aspetto del personaggio del nonno, che ricalca quello dell'autore Arnost Goldflam e altre piccole chicche mostrate nei titoli di coda.